Tecnico installazioni e manutenzioni digitalizzate… il futuro del trasfertista!

Sabato 29 maggio, ore 10: gli stabilimenti della Gai Spa di frazione Cappelli a Ceresole d’Alba aprono – ancora una volta – le porte alla formazione professionale del Cnos Fap di Bra, per una mattinata di confronto con le imprese del territorio, sulla nuova figura del corso «IFTS 2021-22» e per fare una breve sintesi della storia delle prime 4 edizioni del «Tecnico trasfertista». Dopo una piacevole accoglienza, i rappresentati delle aziende Gai (gli ingg. Carlo e Guglielmo, sempre squisiti padroni di casa), Tosa, Robino&Galandrino, Cubar, Rolfo, Cemas, Tcn, Monge, Olivero, Berterotech Livetech, VR automazioni, Elcat, Omler2000, Meccanica97 e Biemmedue, insieme ai colleghi dell’Istituto tecnico industriale Valluari di Fossano (il rag. Mario Freni e l’ing. Maurizio Rateo) e alla rappresentanza dell’istituto tecnico Edoardo Agnelli di Torino (il direttore dell’opera don Claudio Belfiore, il preside prof.

Giovanni Bosco e il vice don Fabrizio Gallarato), il presidente Forma, Fondazione Agroalimentare per il Piemonte e neo direttore del Cnos-Fap Fabrizio Berta, il direttore dell’opera salesiana don Alessandro Borsello, il direttore del Cfp Valter Manzone, i coordinatori del corso IFTS Franco Burdese e Martina Alfieri e la docente di inglese tecnico Federica Pitton, hanno preso posto nella sala riunioni dell’azienda. Sul mega schermo le 90 fotografie dei trasfertisti che si sono formati in questi quattro anni (gli ultimi sosterranno l’esame lunedì 7 e martedì 8 giugno): ad ogni volto – compresi quelli di due giovani allieve – una storia, fatta di curiosità per il mondo del trasfertista, per le discipline che si insegnano nel percorso, delle competenze da acquisire e del lavoro da trovare. I dati ci restituiscono una realtà molto positiva: oltre il 90% di loro è collocato in azienda, con un ruolo perfettamente aderente alla formazione tecnica superiore seguita. Dai vari rappresentanti delle aziende un plauso sincero per il nostro lavoro educativo e formativo e una richiesta corale: abbiamo bisogno di manodopera specializzata. Proprio come quella che il corso prepara. Con una visione di prospettiva, il collega Burdese ha cercato di porre le basi per la progettazione del percorso futuro, che si chiamerà «Tecnico installazioni e manutenzioni digitalizzate» per esplorare la realtà aumentata e i vantaggi che comporta.

Al termine del vivace confronto, prima della visita all’azienda, un sobrio aperitivo, servito dalle allieve e dagli allievi del nostro percorso Agroalimentare, coordinati dai formatori Tommaso Elia e Giacomo Raffreddato e dal titolare del servizio mensa interno Enrico Tachis.

I SALESIANI E I 70 ANNI DELLA DITTA GAI DI CERESOLE

La Formazione professionale salesiana incassa un attestato di stima di grande spessore durante le celebrazioni dei settanta anni di nascita della ditta Gai di Ceresole d’Alba. E’ stato infatti l’ing. Carlo Gai a ricordare che per essere sui collaboratori la frequenza della scuola salesiana di Bra è un titolo di merito. Dinnanzi al Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, dell’europarlamentare Alberto Cirio, del Presidente della Camera di Commercio Ferruccio Dardanello, del sindaco di Ceresole e dei tanti sindaci ed autorità presenti, l’ing. Gai ha assegnato un attestato di stima ai salesiani di grande affetto e riconoscenza “. L’educazione che viene offerta dai Salesiani agli allievi di Bra - ha commentato nel suo discorso Carlo Gai- fa si che i nostri collaboratori, oltre ad essere dei bravi tecnici, siano delle persone di comprovata propensione morale. Sono poi contento che anche i miei figli Guglielmo e Giovanni abbiano compreso quanto sia importante assumere dei giovani che sono stati educati dal Cnosfap di Bra. Sono contento di potere affermare che i salesiani di Bra sono il nostro ufficio di collocamento privilegiato.” Come citava don Bosco buoni Cristiani ed onesti cittadini. Lo ha segnalato anche l’europarlamentare Alberto Cirio. “ Dove altre aziende delocalizzano - ha ricordato Alberto Cirio- la Gai di Ceresole punta sui giovani cresciti in provincia di Cuneo, possibilmente di estrazione rurale, e che abbiano frequentato i Salesiani. Ecco il segreto del successo della Gai che voglio paragonare a quello della sorella maggiore la Ferrero di Alba. Qui si punta al pratico, a giovani dei nostri territori che abbiano acquisito una formazione umana e cristiana.”. Grande soddisfazione è giunta dal direttore della casa salesiana di Bra don Vincenzo Trotta che ha ringraziato la famiglia gai per la stima e la collaborazione. Don Trotta ha ricordato come don Bosco, imparando tanti mestieri che ha poi trasmesso ai suoi giovani, faceva del senso pratico e dell’educazione dei suoi allievi un vanto. Don Bosco imprenditore, capace di acquistare le migliori tecnologie del tempo, don Bosco che si attorniava dei migliori insegnanti, come le aziende scelgono gli allievi della formazione professionale del Cnosfap, il centro nazionale opera salesiane per la formazione e l’aggiornamento professionale. Durante le celebrazioni del settantesimo di nascita delle Gai è stato posto all’ingresso delle officine un quadro raffigurante don Bosco il Santo dei Giovani. ​​​​​​​​Franco Burdeseimage