CROSTATE PER LA LIBERAZIONE!

BRA Realizzate nel laboratorio di panetteria/pasticceria/pizzeria del Cfp, distribuite dai volontari della Protezione civile di Bra, le crostate e le focacce sono arrivate a tutti i numerosi ospiti e operatori delle RSA cittadine, alle sorelle Clarisse del monastero braidese, alla Croce rossa di Bra, alla Caritas interparrocchiale, ai Carabinieri in congedo e alla stessa Protezione civile. Per dire loro «grazie» per il lavoro che stanno svolgendo in questa pandemia e per addolcire la festa della Liberazione
Le materie prime impiegate erano in laboratorio, acquistate per le esercitazioni che le allieve e gli allievi del corso di «panetteria, pasticceria e pizzeria» avrebbero svolto in quest’ultima parte dell’anno formativo. L’arrivo del Covid-19 ha però cambiato tutto. Il Paese si è fermato e anche la scuola con lui. E i materiali erano sempre lì, con la scadenza che si avvicinava sempre più. Allora, al pasticcere Giacomo Raffreddato – uno dei tre formatori del corso, insieme ai colleghi Tommaso Elia e Claudio Vaira – è venuta un’idea: perché non trasformare le uova, la farina, il burro in crostate, da omaggiare alle persone che sono ammalate e a quelle che, quotidianamente, se ne prendono cura? Dall’idea ai fatti, il passo è stato breve. Giusto il tempo per coinvolgere un paio di aziende, fornitrici del nostro Cfp (la ditta Cherasco che porta i prodotti alimentari e lo scatolificio Giacosa, che ci invia le confezioni di carta per alimenti) le quali, venute a conoscenza delle finalità del progetto per il quale si sarebbero dovuti ordinare gli elementi mancanti, non hanno esitato ad omaggiarli.
Nelle giornate di mercoledì e giovedì scorso, il professor Raffreddato – con un assistente – ha iniziato ad impastare la frolla, a stenderla, a riempire le teglie, a ricoprire la pasta con la marmellata (offerta dallo stesso docente) e a cuocerle in forno. Le crostate sono state confezionate a coppie, nell’apposita scatola, fornita di etichetta con l’elenco dei componenti, la data di scadenza e una frase beneaugurale di don Bosco. Nel primo pomeriggio di venerdì 24 maggio, gli uomini della Protezione civile comunale, dopo aver caricato le grandi crostate e una serie di focacce, hanno iniziato l’opera di consegna. Le beneficiarie sono state le 5 RSA cittadine (ovvero «Piccola casa della divina provvidenza», Mario Francone, I Glicini, Montepulciano e Soggiorno dell’Immacolata), senza dimenticare le associazioni di volontariato braidesi (CRI, Protezione civile e Carabinieri in congedo) che hanno dato una grossa mano alla collettività in tempo di pandemia. Poi la Caritas, che distribuisce generi alimentari a tante famiglie in difficoltà: a loro, abbiamo anche inviato le confezioni di roostbeef sottovuoto che, grazie al formatore Gonella, ci sono state inviate dalla ditta Oberto, nella quale opera sua moglie. E prima di sera, tutti i destinatari del nostro pensiero hanno telefonato per ringraziare il CFP per questo gesto semplice, che sa di solidarietà e di vicinanza. 
Valter Manzone

LETTERA ALLE/GLI ALLIEVE/I CFP BRA

Care ragazze e cari ragazzi del nostro Cfp, stiamo vivendo un tempo davvero complesso, che mai ci saremmo aspettati di sperimentare. Quella che ci apprestiamo a vivere, nella tradizione cristiana, è la «settimana santa» che prende l’avvio domani (domenica 5 aprile) con l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, accolto trionfalmente. Settimana, questa, che ci farà arrivare alla domenica di Pasqua. Allora non dobbiamo permettere al Covid-19 (coronavirus), il nemico invisibile che si è insinuato nelle nostre vite, di rubarci anche la Pasqua. Il tempo è diventato tutto uguale, scandito da una quotidianità nella quale siamo intrappolati nelle nostre case, che prima amavamo tanto e che adesso ci sembrano prigioni. Non possiamo/dobbiamo uscire, il nemico è veramente in agguato! Ci impedisce di passeggiare, di goderci la primavera, di andare al supermercato, in piscina, in chiesa, a casa degli amici. Ci impedisce perfino di andare al nostro amato Cfp! Ma ci permette di fare esperienze nuove, di migliorare le nostre competenze digitali, di continuare ad imparare, anche se #iorestoacasa, grazie all’enorme lavoro che i formatori stanno facendo quotidianamente per ciascuno di voi. E che voi dovete seguire, con una presenza assidua alle video-lezioni e con la consegna puntuale dei compiti che vi richiedono. Anche questo è un modo per crescere! La Pasqua, secondo i cristiani, è un passaggio dalla morte, causata dal peccato, alla nuova vita, da risorti. Pensiamo ai tanti morti che questa pandemia ha già fatto. Avremmo tutti voluto esplodere in una Pasqua di gioiosa liberazione dal male che ci assedia, ma ci è chiesto ancora di attendere, di lottare, di impegnarci nel rispetto scrupoloso delle norme di comportamento, le uniche che possono tutelare noi e gli altri dal contagio. E, allora, il mio augurio a tutti voi cari giovani - di cui sentiamo forte la mancanza, guardando i cortili troppo vuoti e silenziosi - ai vostri genitori e parenti, vi giunga con le parole di don Tonino Bello, che fu vescovo a Molfetta: «La Pasqua frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi e perfino la morte, dal versante giusto: quello del “terzo giorno”. Ovvero del giorno della Resurrezione».   Buona Pasqua a tutti voi. Con affetto e un po' di nostalgia… Valter Manzone